Parole di speranza dal Papa
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Siamo stati accolti da  Papa Francesco con i volontari del 35° Convegno dei Centri Aiuto Vita a Roma il 6 novembre. Abbiamo consegnato idealmente il nostro amore alla Vita e alla Maternità con Marina e Alberto,  che nell'emozione hanno potuto ricevere la benedizione del Santo Padre e portare in dono la felpa del CAV di Legnago  con lo slogan "One Life. One Love". Un dono profondo nella sue parole...

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"Scatti di immenso amore" ... dal Convegno CAV di  Roma

Discorso del Santo Padre

Sala Regia, 6 novembre 2015

"Cari fratelli e sorelle del Movimento per la Vita!
Siete venuti a Roma da ogni parte dell’Italia per partecipare al vostro convegno nazionale e rinnovare ancora una volta l’impegno di difendere e promuovere la vita umana. Vi saluto tutti cordialmente, ad iniziare dal vostro Presidente, che ringrazio per le parole con le quali ha  ntrodotto questo incontro. Vi incoraggio a proseguire la vostra importante opera in favore della vita dal concepimento al suo naturale tramonto, tenendo conto anche delle sofferte condizioni che tanti fratelli e sorelle devono affrontare e a volte subire.
Nelle dinamiche esistenziali tutto è in relazione, e occorre nutrire sensibilità personale e sociale
sia verso l’accoglienza di una nuova vita sia verso quelle situazioni di povertà e di sfruttamento
che colpiscono le  più deboli e svantaggiate. Se da una parte «non appare praticabile un cammino educativo per l’accoglienza degli esseri deboli che ci circondano […] quando non si dà protezione a un embrione umano» (Lett. enc. Laudato si’,120), dall’altra parte «la vita umana stessa è un dono che deve essere protetto da diverse forme di degrado» (ibid., 5). Infatti, dobbiamo constatare con dolore che sono tante le persone provate da condizioni di vita disagiate, che richiedono la nostra attenzione e il nostro impegno solidale.
Il vostro non è solo un servizio sociale, pur doveroso e nobile. Per i discepoli di Cristo, aiutare la vita umana ferita significa andare incontro alle persone che sono nel bisogno, mettersi al loro fianco, farsi carico della loro fragilità e del loro dolore, perché possano risollevarsi. Quante famiglie sono vulnerabili a motivo della povertà, della malattia, della mancanza di lavoro e di una casa!
Quanti anziani patiscono il peso della sofferenza e della solitudine! Quanti giovani sono smarriti, minacciati dalle dipendenze e da altre schiavitù, e attendono di ritrovare fiducia nella vita! Queste
persone, ferite nel corpo e nello spirito, sono icone di quell’uomo del Vangelo che, percorrendo la
strada da Gerusalemme a Gerico, incappò nei briganti che lo derubarono e lo percossero. Egli sperimentò prima l’indifferenza di alcuni e poi la prossimità del buon samaritano (cfr Lc 10,30-37).
Su quella strada, che attraversa il deserto della vita, anche nel nostro tempo ci sono ancora tanti
feriti, a causa dei briganti di oggi, che li spogliano non solo degli averi, ma anche della loro dignità.
E di fronte al dolore e alle necessità di questi nostri fratelli indifesi, alcuni si voltano dall’altra parte
o vanno oltre, mentre altri si fermano e rispondono con dedizione generosa al loro grido di aiuto.
Voi, aderenti al Movimento per la Vita, in quarant’anni di attività avete cercato di imitare il buon
samaritano. Dinanzi a varie forme di minacce alla vita umana, vi siete accostati alle fragilità del
prossimo, vi siete dati da fare affinché nella società non siano esclusi e scartati quanti vivono in
condizioni di precarietà. Mediante l’opera capillare dei “Centri di Aiuto alla Vita”, diffusi in tutta
Italia, siete stati occasione di speranza e di rinascita per tante persone.
Vi ringrazio per il bene che avete fatto e che fate con tanto amore, e vi incoraggio a proseguire con fiducia su questa strada, continuando ad essere buoni samaritani! Non stancatevi di operare per la tutela delle persone più indifese, che hanno diritto di nascere alla vita, come anche di quante chiedono un’esistenza più sana e dignitosa. In particolare, c’è bisogno di lavorare, a diversi livelli e con perseveranza, nella promozione e nella difesa della famiglia, prima risorsa della società, soprattutto in riferimento al dono dei figli e all’affermazione della dignità della donna. A questo proposito, mi piace sottolineare che nella vostra attività, voi avete sempre accolto tutti a prescindere dalla religione e dalla nazionalità. Il numero rilevante di donne, specialmente immigrate, che si rivolgono ai vostri centri dimostra che quando viene offerto un sostegno concreto, la donna, nonostante problemi e condizionamenti, è in grado di far trionfare dentro di sé il senso dell’amore, della vita e della maternità.
Cari fratelli e sorelle, sono certo che la vostra attività, ma prima ancora la vostra spiritualità, riceveranno uno speciale beneficio dall’imminente Anno Santo della Misericordia. Esso sia per voi forte stimolo al rinnovamento interiore, per diventare “misericordiosi come è misericordioso il Padre nostro” (cfr Lc 6,36). Affido ciascuno di voi e ogni vostro progetto di bene a Maria, Madre
dei viventi. Vi accompagno con la mia benedizione, e vi chiedo per favore di pregare per me."

Saluto di Papa Francesco al convegno dei CAV-MPV

Saluto di Indirizzo di Gigli al Papa


Intervento Mons Pompili

 

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